Cronaca

Il trentatreenne, arrestato e posto ai domiciliari in ospedale, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico: è precipitato da circa 9 metri d'altezza

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Verrà ascoltato nelle prossime ore il trentatreenne arrestato, e posto ai domiciliari in ospedale, per il furto di un camion e di un trattore messi a segno – secondo l’accusa – assieme ad altri tre complici, nella notte fra sabato e domenica, nelle campagne di Canicattì. Vincenzo Pinto, domiciliato a Canicattì, verrà interrogato dai poliziotti delle Volanti e della Squadra Mobile della Questura di Agrigento e dovrà cercare di fare chiarezza sulla sua posizione. Ma le sue parole potrebbero anche rappresentare la chiave di volta per identificare i suoi tre complici. Tre uomini che, quella notte, sono riusciti a far perdere le proprie tracce scappando per le campagne fra il Villaggio Mosè e Palma di Montechiaro.

Rubano camion e trattore, braccati dalla polizia tentano la fuga: ladro precipita e resta ferito 

Il ferito, posto appunto ai domiciliari in ospedale, ieri, ha subito un delicato intervento chirurgico per la riduzione di una frattura ed ecco perché investigatori e inquirenti lo sentiranno nelle prossime ore: verosimilmente nella giornata di oggi. Stando alle ricostruzioni effettuate dalla polizia di Stato, che si sta appunto occupando dell’inchiesta e di sviluppare sul campo l’attività per identificare gli altri tre complici, il trentatreenne non sarebbe stato alla guida del camion. Sarebbe stato un passeggero. Un uomo che, stando sempre all’accusa, durante la fuga, è caduto da un viadotto alto circa 9 metri tant’è che è rimasto seriamente ferito.

E' "caccia" ai componenti della banda di fuggitivi 

Il riserbo investigativo della polizia continua ad essere fitto. Anche ieri, gli agenti non lasciavano trapelare nessuna indiscrezione sui passi investigativi mossi per identificare gli altri componenti della presunta banda. I poliziotti, anche ieri, inevitabilmente, sono stati all’opera – assieme ai colleghi del commissariato cittadino – a Canicattì. E questo perché non soltanto il furto è stato messo a segno nelle campagne di Canicattì ma perché la presunta banda sarebbe proprio residente nella città dell’uva Italia. 

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